...è solo un bar virtuale dove ritrovarsi... davanti ad una "duff"... per quattro chiacchiere senza maschere
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Una notte limpida, un cielo terso che si godeva la sua medaglia di bronso, il vangelo secondo (quindi medaglia d’argento) gli apostoli annunciava la nascita del bambino e poco distante anche una cerbiatta che metteva al mondo il suo cerbiattino annunciava la nascita del “Bambino” divenuto poi famoso grazie ai cartoni animati e alla disney.
Il primo bambino (quindi medaglia d’oro, incenso e mirra) di cui si parlava, invece, diventò famoso grazie alle parabole… ma non quelle di sky, che in contemporanea stava trasmettendo il film documentario “Me-rode e la crisi delle auto: la strage delle Innocenti”.
La animalgas del magnate israeliano Sciaron aveva l’appalto per garantire il riscaldamento nelle grotte della zona e quasi ovunque i modelli della serie “equino” e quelli della serie “bovino” stavano per essere sostituiti dal “pinguino” e alcune famiglie avevano lo scaldapaglia elettrico, tuttavia ancora si trovavano in giro il modello “caldobue” con l’accessorio deumidificatore “t’as-ciuccio”.
Oggi siamo qui (io almeno sono qui, voi siete lì… non tutti insieme ovviamente, ognuno in un lì diverso, anche se per me che son qui voi siete tutti lì, quindi lì io lo immagino molto affollato e mi spiace che mi avete lasciato qui da solo… carogne!) ad aspettare con ansia l’arrivo sotto l’albero dei Doni, Mexes, Chivu, Perrotta, Montella, Totti… insomma dell’a-roma del Natale… appendo al muro l’orologio appendolo, è pieno di tic poveraccio e segna il passare del tempo e quello di repubblica: prendo un espresso per non farmi vincere dal sonno, ma sonno fatto così… quindi chiudo gli occhi e chi vuole accettarmi lo faccia pure mentre dormo, lo faccia pure mentre non posso accorgermene, lo faccia pure mentre non posso guardarlo in faccia pure e basta(rd) perché non so dove mi conduce il discorso… avevo detto alla grotta, ecco, lo sapevo: ho sbagliato!
Mentre aspetto con ansia, spero che qualcuno mi porti anche un calmante (per l’ansia…), mentre per i tic non posso farci niente!
Aspettando aspettando è passato il Natale… il Babbo omonimo quest’anno mi ha portato il suo aggettivo, quello qualificativo di padre… oddio, non so come si indossa… se è della mia misura… magari se potevo provarlo prima… insomma, anche se penso di lasciar perdere il bue, mi sa che col ciuccio devo imparare ad averci a che fare presto!
Duff e ciambelle per tutti: AUGURI DI BUON ANNO e ricordate che anche se non tutte le ciambelle riescono col buco… da Boe sono ben accette anche le ciambelle di fatto!
Homer J.
Caro Babbo Natale,
quest'anno prometto di essere buono anche se nessuno ha il diritto di mangiarmi e pochi il rovescio di Borg di quando giocava a Wimbledon e aveva la più bella seconda palla di servizio. Lo so, detta così sembra tanto una forma di discriminazione rispetto all'altro testicolo dell'argenteria, ma non è a questo che mi riferisco quando parlo dei gioielli di famiglia.
L'anno scorso, come ti dicevo, ho fatto il bravo, l'anno prossimo spero di poter fare don Abbondio, quindi ti sarei grato se tu mi portassi una instancabile moto, la moto Perpetua, ed un viario in edizione bignami (quindi un breviario) per orientarmi (se devo andare ad est, altrimenti per occidentarmi, nordarmi o sudarmi senza prendere freddo per non ammalarmi e poi lavarmi per pulirmi e deodorarmi.... hai anche delle armi da darmi?).
Oltre alla moto, sarei felice se mi portassi anche il casco (così se casco...) e Felice sarebbe me se gli portassi la tuta spaziale e quella temporale... ecco, allora meglio se porti anche un ombrello... magari di carta di riso e canna di bambù (il bambù, noto cerbiatto sardo, è solo una copertura ovviamente, come l'ombrello del resto).
Visto che siamo in tema, porta una razione ulteriore di canna da distribuire dopo gli applausi a fine spettacolo: la canna-bis... così possiamo andare fuori (ehm... tema) sperando che la tuta temporale ci protegga dai fulmini e visto che siamo andati fuori tema, non possiamo aspettarci un voto che vada oltre il cinque, cinque e mezzo... ma puntuale, mi raccomando non come l'anno scorso che mi hai fatto aspettare fino alle sei prima di arrivare con la tua aria di sufficienza risicata... tanto basta che sono promosso non me ne frega più di tanto!
Porta pure le renne volanti non identificate, così prendiamo una volta per tutte le impronte digitali e anche quelle analogiche per le zone non ancora raggiunte dal servizio... ancora Borg? sulle renne volanti? non dirmi che hai lasciato a lui la canna... infatti, mi sembrava che la slitta l'anno scorso non aveva la scia...
...e poi vorrei una casa di marzapane con le finestre di marzamortadella tagliata sottile sottile, mi raccomando, due videoregistratori, tre audiocancellamucche, una palla di Natale tanto per fare il solito brontolone... l'originale eolone, il fantasioso pisolone, il buon cucciolone, tanti cornetti per papà ed un bel magnum per la mamma (che dice che magnum è meglio... e secondo lei non è un caso che bianco non sia molto diffuso).
Homer J.
P.s.: se ho dimenticato qualcosa ti scrivo una mail... l'indirizzo è sempre b.natale@ohohoh.it ?
(IMPORTANTE:
CLICCA QUI e poi lascia un commento con scritto "ai laic it" QUI ... solo se laic it però...)
Questa storia è stata tratta dal diario di un mentecatto ritrovato sul monte omonimo (nel senso che si chiama proprio "omonimo") e salvato per caos dalle fauci di un orso maschio biondo tinto, appartenente alla famiglia Pizzul: mentre l'orso Bruno lo stava mangiando si specchiò e, vedendo un pelo bianco si fece prendere dal panico lasciando scivolare il diario lungo un pendìo.
Zoff passando di lì lo afferrò (non per niente era campione mondiale di para-pendìo) e lo sollevò con le braccia al cielo sotto lo sguardo fiero del presidente Pertini e del re di Spagna Juan Carlos!
La storia parla di un luogo noto ai più per via delle addizioni, che si trova seguendo piazza delle parentesi fino al civico 44 col resto di 2, ma non saranno fatti nomi nè cose nè città, cantanti, animali, personaggi famosi o calciatori indipendentemente dalla lettera con cui cominciano.
Il Circolo Alternativo per le Metodologie di Organizzazione e Reclutamento di Risorse Ambientali era famoso nella zona per essere un piccolo luogo di ritrovo, un alternativa sociale agli oratori ed alle sagre di paese.
Al C.A.M.O.R.R.A. c’erano sempre una moltitudine di ragazze di colore appena giunte in Italia, che indossavano ancora i pochi e succinti indumenti che avevano quando erano partite dai loro paesi e che dimostravano a tutti i soci la loro gratitudine per la calorosa accoglienza ricevuta…
Erano a volte abiti così succinti che i soci, per pagare una consumazione, dovevano infilare le banconote negli slip… e qualche volta diventava problematico cercare le monete per il resto… purtroppo capitava spesso che, non trovando al momento il resto, la ragazza doveva farsi accompagnare dal socio in una sala adiacente per poter cercare con calma lontani da occhi indiscreti.
Nel circolo, ovviamente, c'era la possibilità di partecipare ad una infinita varietà di giochi da tavolo, dal real-risiko (con scontri reali sul territorio) al tressette che veniva praticato in maniera insolita: cominciava in maniera tradizionale e finiva col morto!
Gli avventori ancora ricordano una famosa partita a tressette al tavolo da gioco principale, molto sentita: i partecipanti erano Jack detto "trèttrè" per via di un difetto di balbuzie che lo caratterizzava dalla nascita, Jack detto "napoletana a coppe" per via della procace moglie partenopea, Jack detto "vado liscio" per via di non meglio precisate capacità intestinali e Jack detto "asso 'e mazza" per via di un nodoso randello che si vociferava conservasse gelosamente non si sa dove!
Gli animi diventarono incandescenti quando "napoletana a coppe" dichiarò il buon gioco:
"Buon gioco"
"Gràgràgrazie" disse "trettrè
"Che dichiari?" chiese "vado liscio"
"Meno di 10.000 euro lordi" rispose "napoletana a coppe"
"Ma nooooo, che bùbùbuon giògiògioco dichiàdichiari?" incalzò "trettrè
"Napoletana a coppe!" rispose "napoletana a coppe"
"Quella scopa..." sussurrò "asso 'e mazzo" riferendosi alla moglie di "napoletana a coppe"
"Ma questo è un tressette non una scopa" intervenne ingenuamente "vado liscio"
"Noooo, stavo solo ricordando una vecchia partita a carte con una amica" replicò "asso 'e mazzo" mentre "napoletana a coppe" estraeva un coltello dalla pancia di uno che giocava al tavolo a fianco.
La security lo ricondusse subito alla calma, non si sa se fu il fucile a canne mozze che si sentì puntato dietro la schiena o un improvviso rimorso di coscienza a convincerlo a lasciare il locale... per sfogare la rabbia, tuttavia, andò nella vicina fattoria del mulino bianco ed uccise due tori meritandosi l'appellativo di Jack "lo squarta tori".
Nascosto dietro il pannello di controllo, cliccando due volte sull’icona della “F” perduta, si accedeva alla sala da bilione, una volta detta sala da biliardo (col vecchio Conio, responsabile della sala); dodici centimetri di mozziconi di sigarette nascondevano le scarpe dei giocatori ed i topi d’appartamento della zona.
Era un riciclaggio continuo di stecche e di bionde… a volte di stecche di bionde messe al bando e rivoltatesi contro-al-bando!
Una volta scoppiò una rissa violentissima a causa di una ragazza che non sapeva se-darla… l’atmosfera si fece incandescente, la ragazza fu accompagnata ad una sedia da un tipo che non sapeva se-derla… provò a se-durla… fu tutto inutile! Il tipo andò al bar, deciso ad affogare il barista… ma la musica proveniente dal palco lo calmò, quindi decise di affogare la sua rabbia in un bicchiere di grappa.
Prese la grappa… non sapeva se-berla… NOOOO stava ricominciando….
La musica dal piccolo palco intanto continuava; ad esibirsi, come ogni giorno, Edipo e il suo complesso!
La band era formata da un numero variabile di elementi... c'era Eustachio con la sua tromba, Robin, detto il vice pipistrello, suonava la bat-teria... poi c'era all'arpa papà (ma quando non poteva venire lui lo sostituiva all'arpa mamma, all'arpa bella... cambiavano abbastanza spesso!), al triangolo Noh (in un primo momento non era stato considerato)... che era anche la voce solista del gruppo, Bill Gates alla tastiera e mouse e Dante (che era laureato in legge) al contrappasso.
L’unico inconveniente del palco da cui si esibivano Edipo e il suo complesso era la sua posizione: al centro della sala, su una colonna davanti al palco, era posizionato il bersaglio del poligono di tiro del circolo… la band non ebbe vita lunga.
Il locale invece sì…