...è solo un bar virtuale dove ritrovarsi... davanti ad una "duff"... per quattro chiacchiere senza maschere
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Perchè scandalizzarci tanto e fare tanto baccano?
Brogli sì.... brogli no.... la storia è costellata di brogli elettorali, voti spostati in maniera fraudolenta in modo da condizionare l'esito di consultazioni popolari!
Prendiamo ad esempio il caso più famoso di circa duemila anni fa, quando una sorta di referendum pro o contro fu probabilmente condizionata da manipolazioni esterne. L'oggetto del contendere era concedere la libertà ad un cittadino e la domanda posta sul documento elettorale era:
"CHI VOLETE LIBERO?"
A) GESU'
B) BARABBA
Gli oppositori del regime dell’epoca ebbero da obiettare che il quesito referendario non era sufficientemente chiaro e che non era stato dato sufficiente spazio al dibattito per informare i cittadini sui giornali e nei canali di informazione.
“Andate a fare un bel pic nic nel deserto piuttosto che andare a votare” sostenevano quelli della grotta delle libertà…. “meglio votare… magari ics, ma votare” replicavano dal centro… “Siamo in uno stato laico, liberalizziamo la vendita dei contraccettivi e degli stupefacenti”…. “Gerusalemme ladrona”…. “Più oasi nei deserti, e fonti di energia rinnovabili”…. “cos’è l’energia? E perché dobbiamo rinnovarla?”…. insomma un caos senza precedenti!
Il referendum alla fine vide vincitore Barabba per pochissimi voti e, come ricompensa, fu mandato a casa; Gesù, invece, malgrado fosse dato in vantaggio da tutti i sondaggisti e gli urlator poll gli assegnavano una forbice tra i 5 e i 7 decibel, fu condannato ad iscriversi alla lega o, in alternativa, scegliere la crocifissione.
Qualche dubbio, tuttavia, si insinuò tra i cristiani sulla correttezza della consultazione: si consideri innanzitutto che all'epoca dei fatti non era ancora stato introdotto il televoto, quindi da casa nessuno ebbe la possibilità di ribaltare la votazione che fu effettuata in studio; si dice, inoltre, che l'allora ministro dell'interno Ponzio Pilato avesse dei problemi di udito per questo motivo Pilato disponeva di un apparecchio amplifon a batterie ricaricabili senza il quale non era in grado di percepire alcunchè.
I verbali dell’epoca riportano che il ministro Pilato chiese più volte alla folla di esprimersi….. solo dopo ripetuti tentativi fu verbalizzato l’esito della consultazione e fu rilasciato Barabba!
I ritardi nella formalizzazione della volontà popolare denunciati dai cristiani furono attribuiti dal ministro Pilato a problemi tecnici che erano sopravvenuti nell’amplifon e che non gli consentivano di acquisire rapidamente la voce del popolo.
Abbiamo chiesto ad un esperto di acustica se è possibile intervenire sugli apparecchi amplifon in modo da alterare il suono percepito:
“Non solo è tecnicamente possibile, ma è molto semplice: basta inserire all’interno dell’apparecchio delle batterie scariche ed un chip preregistrato con la voce della folla che urla il nome.
In questo modo all’orecchio del ministro arriverà un’informazione distorta e si potrà predeterminare l’esito del referendum, inoltre nessuno sarà in grado di risalire al broglio perché occorrerebbe interrogare singolarmente tutti i presenti in piazza….”
La magistratura dell’epoca non aprì neanche un’inchiesta, nonostante la sera prima della votazione fu scoperto un certo G.I. che per trenta denari comprava una batteria scarica per amplifon su una bancarella di marocchini a pochi chilometri di distanza!
...tutto questo 2000 anni fa... come passa il tempo... sembrano essere passati solo pochi mesi!
BallarHòmer J.
Giusto per rendere ufficiale la raccolta differenziata di freddure:
"Ehy, Batman, la tua tuta ci fa ridere!"
"Per forza! E' una bat-tuta!"
Partecipate numerosi!
Homer J.
Cuccioli di esseri umani! Ammassi carnosi e rosa shocking (tipo rossetto di Luxuria per capirci) che si muovono imprevedibilmente ed in modo uniformemente caotico... una sorta di moto perpetuo alla rinfusa! Inconsapevoli delle leggi dell'economia mondiale, i cuccioli sono i primi produttori mondiali di cacche... ne producono di svariate forme e dimensioni e di tutti i colori! La materia prima di cui necessitano è costituita da omogeneizzati, pappine e latte (preferibilmente materno da attingere direttamente alla fonte... uhm... adoro le fonti... ma questo è un altro discorso). Incuranti della normativa in vigore a proposito delle emissioni inquinanti nell'atmosfera, i piccoli pargoli producono quantità industriali di gas (non utilizzabile come combistibile ma, sembra, con proprietà chimiche decoloranti... tipo effetto "natural blonde" de l'oreal); per questo motivo sembra che essi siano non conformi alle direttive del protocollo di Kyoto. Da informazioni trapelate dalla CIA sembra, tra l'altro, che le informazioni circa le armi di distruzioni di massa che avrebbe posseduto Saddam, provenivano dall'avvistamento di pericolosissimi cumuli di pannolini sporchi nei sobborghi di Baghdad. I pannolini da cambiare sono, infatti, una pericolosissima arma batteriologica: la comodissima apertura a strappo è progettata in modo da contenere il 99% del potere anestetizzante della produzione di cacca. Nel momento in cui si forza l'apertura, con un effetto air-bag l'aria circostante si riempie di gas i cui effetti vanno dai semplici conati di vomito alla paralisi temporanea dell'apparato gastrointestinale, perdita della vista e della memoria! Solitamente i cuccioli prediligono effettuare la loro produzione in ambienti puliti e sterilizzati, quindi aspettano pazientemente che venga effettuato il lavaggio, il borotalcaggio, il montaggio del nuovo pannolino IKEA (ormai talmente complicati che alcuni produttori hanno previsto un numero verde per l’assistenza tecnica). Nel momento in cui l’ultimo adesivo è stato fissato, la trasformazione di pappine in cacca può cominciare e nell’arco di una trentina di secondi è pronto un nuovo pannolino sporco! Ansiosi di non restare tagliati fuori dal mondo del lavoro, i piccoli pargoli si danno da fare da subito: appena nati, ancora nell’ambiente ospedaliero, si accordano con gli psichiatri per procacciare clientela. E’ per questo motivo che, una volta messo piede in casa, i cuccioli cominciano ad emettere suoni intermittenti, tipo goccia cinese a qualunque ora del giorno e della notte! L’intensità dell’emissione acustica, volgarmente chiamata “pianto” è inversamente proporzionale all’orario di emissione ed in genere si concentra quasi esclusivamente nelle prime ore della giornata, dalle 2 alle 6.30 del mattino (da accordi sindacali in genere non si va oltre le 6.30 in modo da consentire al genitore di turno una doccia ed una macchinetta di caffè prima di andare al lavoro). La periodicità dell’emissione acustica è apparentemente casuale, in realtà il cucciolo è dotato di sofisticatissimi sensori in grado di percepire l’istante in cui il genitore sta per prendere sonno e, fedele agli accordi presi con gli psichiatri dell’ospedale, interviene impedendo sistematicamente che ciò accada! La sensoristica in dotazione al cucciolo ha una garanzia di almeno un anno, ma alcuni esemplari alla nascita la estendono a due o addirittura tre anni, approfittando eventualmente delle agevolazioni previste nel caso di parti gemellari! Mentre ero assorto nella lettura di questo articolo scientifico, ovviamente preso dai pensieri e dalle preoccupazioni che ne scaturiscono, ho sentito alle mie spalle avvicinarsi mia moglie che mi ha detto con voce decisa: “Homer, tutto questo un giorno, fra meno di nove mesi, sarà tuo”!!!!
Homer J.
Quando la salita si fa dura... solo i migliori restano, e quando anche i migliori sentono la fatica, uno solo resta al comando!
Questa è la storia del più grande ciclista di tutti i tempi: Gatto Felix Gimoppi.
All'età di sei mesi, quando ancora non sapeva camminare, il piccolo Gatto, trascinandosi sul pavimento (ovviamente gatton gattoni, anzi gattin gattino), si dirigeva sempre in direzione del velocipede del nonno materno trascinandosela addosso e provocandosi ferite scomposte multiple.
Per cercare di limitare i danni, il padre Gino Bortolo, al terzo compleanno del figlio, gli regalò una più leggera bicicletta in ferro battuto, di ventidue chili. Tanta fu la felicità del piccolo Gatto Felix, che urtò insieme la bicicletta e il velocipede trascinandoseli addosso e provocandosi la frattura scomposta di ben 312 ossa (record non riconosciuto per via di una raffica di vento che superava i 2 metri al secondo, ma tutt'ora imbattuto).
Il piccolo Felix impiegò qualche anno per capire come usare correttamente la bicicletta regalatagli dal padre: dopo averla usata come apribottiglie, alimentatore eolico per la lampada del soggiorno, vibratore per la cugina (per questo fu necessaria una modifica: smontare il sellino), campanello per la porta e luce d'emergenza, finalmente penso di sedercisi sopra e cominciare a pedalare. Aveva 25 anni ormai e la sorpresa fu enorme: non successe niente!
"Cretino sei seduto al contrario" gli disse il nonno ormai moribondo... e spirò!
Fu una folgorazione per il piccolo Gatto Felix... si girò, si mise in posizione, spinse sul pedale... e la bicicletta si mosse... pedalò ancora e si spostò ancora più in là.... e così avanti fino a che non andò a sbattere nel cancello che dava sulla strada!
Da quel momento il piccolo Gimoppi era praticamente diventato un tutt'uno con la bicicletta... praticamente ci mangiava, ci dormiva, andava al cinema e vedeva il film senza mai scendere e non smetteva mai di pedalare!
Era ormai diventato così famoso dalle sue parti che un dirigente della famosa squadra "Ottaviobianchi" volle visionarlo e ne rimase impressionato: "Se va così forte in queste condizioni pensate un po' se gli rimettiamo il sellino" furono le sue prime parole!
Detto fatto gli fu fatto un contratto e, alla sua prima gara, fu mandato al tour de France, opposto al mitico Eddie Murfie Merrckkhhsssssss, che solo a pronunciarne il nome sembrava avesse forato.
Eddie Murfie Merrckkhhssssss andava così veloce in bicicletta che nessuno lo aveva mai visto in faccia: tutti conoscevano solo la sua schiena ingobbita, ma nessun ciclista o giornalista era mai riuscito a vederlo in faccia. Appena qualcuno lo affiancava, fosse un ciclista, una motocicletta con i fotografi, una macchina della giuria... lui si alzava sui pedali e scattava veloce... arrivando al traguardo con un vantaggio tale che, quando arrivavano gli altri, lui era già in albergo a dormire da un paio d'ore!
La prima tappa fu la più bella tappa di ciclismo che si fosse mai vista: alla partenza Eddie Murfie Merrckkhhssssss scattò guadagnando dodici minuti sulla prima pedalata rispetto al gruppo. Dopo un quarto d'ora di gara il vantaggio era salito ad un'ora e mezza, allora Gatto Felix Gimoppi ebbe un sussulto d'orgoglio: mise il rapporto più duro che aveva e si alzò sui pedali!
Il rapporto era il più duro che fosse stato mai montato su una bicicletta: in tre pedalate fece sedici chilometri e nel giro di qualche minuto si portò nella scia di Merrckkhhssssss.
Insieme proseguirono per qualche chilometro ad una velocità tale che non è documentabile perchè nell'arco di tempo intercorrente tra due fotogrammi successivi i due campioni erano già usciti dal campo visivo di qualunque telecamera!
A cinque chilometri dal traguardo Gimoppi approfittò di uno sternuto di Merrckkhhsssssss per scattare e guadagnò seicento metri con una pedalata, si girò a controllare l'avversario e lo guardò negli occhi: il primo uomo a vedere gli Merrckkhhssssss in faccia!
La distrazione fu fatale: respirò profondamente e questo consenti a Merrckkhhsssss di riacciuffarlo.... proseguirono affiancati fino al traguardo.... e tagliarono insieme la linea d'arrivo.
L'arrivo fu talmente rapido che nessun membro della giuria se ne accorse... il gruppo arrivò con sei giorni di ritardo, ma dall'ordine di arrivo furono cancellati sia Merckkhhssssss che Gimoppi.
La delusione per Gimoppi fu tale che decise di suicidarsi tirandosi addosso il monumento alla bicicletta che era stato appena eretto al suo paese in suo onore.
Il mondo, se lo avesse conosciuto, renderebbe ancora omaggio a questo che sarebbe diventato sicuramente il più grande campione di tutti i tempi.
Homer J.
Era una notte di mezza estate, quindi stavo sognando Shakespeare, quando un urlo mi svegliò... gli attori del sogno protestarono vivacemente per la brusca interruzione, io mi alzai e corsi per vedere cosa accadeva: un accattone accavallo accasamia accartocciato accanto ad una acca (che, essendo muta, non capiva cosa deva: un ttone vallo samia rtocciato nto ad una... obiettivamente incomprensibile).
"Non ti abbattere, ci penso io!" dissi all'accattone impugnando un fucile a canne mozze e puntandoglielo alle tempie. In quel momento una splendida ragazza passò di lì distraendomi... "Che culo" pensò l'accattone che aveva approfittato dell'attimo di distrazione violentandolo sul tappeto dei vicini!
"E' la stessa cosa che ho pensato io" dissi mentre lanciavo un ultimo sguardo al fondoschiena della tipa che si dileguava nel nulla.
"Quante volte ti devo dire di non lanciare nulla in giro" mi riprese la madre.... non so di chi però!
"Ma era solo uno sguardo innocente" risposi mentre ero ancora inquadrato dalla videocamera della madre.
"Questo lo sapremo solo dopo il processo, giura di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità".
Ero incastrato: o le sedie si erano rimpicciolite o mi ero improvvisamente ingrassato... per fortuna mi ero ingrassato, quindi riuscii a scivolare via. Correvo nei giardini dei vicini della madre, mentre la madre mi ricorreva gridando: "solo la verità, esclusivamente la verità...."
Intorno non vedevo nulla non c'era l'ombra di un rifugio... il posto era evidentemente infestato da rifugi segreti, che ho giurato di non poter rivelare a nessuno, mi dispiace....
"eddai dimmelo ti prego, ti prometto che non lo dico a nessuno...."
"no, non posso, non insistere... è un segreto, ho giurato di non dirlo a nessuno..."
"allora scrivimelo..."
Mi scrisse: NON POSSO RIVELARTI UN SEGRETO, MA IL RIFUGIO LO TROVI OLTRE QUOTA 2500... se sei fortunato.
Non c'era nulla nei dintorni, solo una casa... mi avvicinai e lessi sulla porta: RIFUGIO. Bussai, entrai, salii, camminai, guardai, spinsi...
"CHI ENTRO'?" disse una voce che aveva evidentemente sentito il passato remoto diverso dagli altri...
"Beh, mi scusi, ma trattandosi di una porta suonava male dire pigiai..."
"Non preoccuparti, accomodati pure" mi disse....
Facendo attenzione a come mi muovevo, pigliai una sedia (lo so, è brutto, ma ero troppo spaventato), la spostai, mi ci sdaiai (anche se sarei stato più comodo usando il verbo "sedere") e attesi... CAZZO HO SAGLIATO DI NUOVO... deve essere stato che pensando al sedere... mi è tornato in mente il culo della ragazza di cui sopra!
"Aspetta, torno subito" disse quella voce che non avevo mai visto... ed uscì.
Da solo in quella stanza buia mi spaventai, poi mi calmai, mi addormentai, mi sognai.... e quando suonò la sveglia mi svegliai... alla radio cantavano: LA VERITA' MI FA MALE LO SO!
Homer J.
Dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno un morso di gelo ci ha attanagliato... e dico "un morso" perchè trattasi di un freddo cane (autorizzato dal WWF ovviamente).
Ok, ok ho esagerato come al solito: troppo pomposo! Vabbè, qui da me fa freddo ed i miei venticinque lettori (e in questo caso non è la falsa modestia manzoniana a farmi parlare, ma una vena di innato ottimismo) mi staranno leggendo sotto una copertina con una ciotola di cioccolata calda in mano... che bel quadretto, mi pare di vedervi tutti, lì davanti al monitor mentre cercate di seguirmi per vedere dove voglio andare a parare con questo mio discorso... che non lo so neanche io e quasi quasi ci metto un bel punto che ci sta proprio bene e ricomincio da capo, ma non nel senso che ricomincio a scrivere tutto quanto, proprio nel senso che comincio un nuovo capoverso. TIE'!
Andare a parare... ma vi pare il caso di scaraventarmi in un campo di calcetto con questo freddo insieme ad una combriccola di malati di mente... che se mia moglie solo si accosta per chiedermi di andare a fare un giro per i negozi, parto con una scarica ininterrotta di dodicimilanovecentotrentadue sternuti (record omologato dal C.O.N.I. Cure Omeopatiche per le Narici Intasate) e comincio a lamentare i sintomi di ogni forma di malattia: dalla malaria alla broncopolmonite col fischio, facendomi innalzare la temperatura fino alla soglia dei trentasetteedue.... fino al miracolo telefonico!
DRIIIINNNNNN DRIIIIINNNNN
con voce nasale mi appropinquo alla cornetta: "BRONDO.... CHI? AH, SI' LA BARTITA A GALGEDDO DI SDASERA...." qui il tono di voce già comincia a migliorare: "MA VOI ANDATE LO STESSO? IO NON SO SE CE LA FACCIO... NON E' CHE MI SENTA GRANCHE' BENE OGGI" dico mentre già con un gesto istintivo della mano destra cerco i pantaloncini e la maglietta dall'armadio... "VABBE', SE PROPRIO VI MANCA UNO ALLORA VEDO DI ESSERCI... CIAO!"
Il miracolo è compiuto: salute da atleta olimpionico, temperatura corporea rientrata entro i limiti del trentasei e quattro, anticorpi che hanno debellato qualsiasi tipo di virus dall'organismo... un mezzo litro di sangue potrebbe essere usato come vaccino contro l'influenza insomma!
In dodici secondi e sei sono pronto in tenuta pseudofantozziana con scarpette, calzettoni, scaldamuscoli e calzoncini, maglietta della salute e reliquia con sponsor "MARS" del Napoli anno 1987/88 non di Maradona però (le avevano finite)... borsa con accappatoio, shampoo (che caz*o me ne faccio? bah, ma ce lo metto sempre per abitudine), bagnoschiuma, calzini di ricambio, kit completo da 118 comprensivo di defibrillatore (non si sa mai).... dimenticando rigorosamente le mutande pulite (masochismo o amore per l'effetto pendolo, chissà).
In questo stato con la faccia da dodicenne beccato con la bocca e le dita sporche di nutella affronto l'ultimo ostacolo sull'uscio della porta... "BHE NON POTEVO RIFIUTARMI.... ERANO IN NOVE.... NON C'ERA PROPRIO NESSUNO CHE POTEVA SOSTITUIRMI.... LO SAI CHE CON QUESTO FREDDO NON MI SAREI PROPRIO MOSSO DI CASA"....il rumore della porta che si chiude alle spalle rende liberi come degli ergastolani che hanno appena beneficiato dell'indulto!
Eccoci lì, dieci adulti in mutandoni a correre dietro un pallone vestiti come dei deficienti... il solito calcione che qualcuno si becca tra le due gambe... ventidue minuti netti di sosta a bordo campo per dargli il tempo di sputare fuori le... ehm... tonsille "MI HAI ROTTO LE PALLE CON QUESTI INTERVENTI" e nel caso specifico non era un modo di dire...
"MA VOLEVO PRENDERE LA PALLA"
"BRAVO, LE HAI PRESE TUTTE E DUE"
Sul punteggio di novantadue a novantuno finisce il tempo a disposizione... nei restanti pochi secondi prima che facciano ingresso in campo i pazzi che ci sostituiranno, si segnano altri trentadue gol in ordine casuale, ci si fa male l'osso sacro, la tibia, il perone, la clavicola, la caviglia, il menisco, il legamento crociato anteriore, il tendine rotuleo.... si perdono tre lentine e una fede!
Direi che possiamo andare a farci una meritata doccia!
Al rientro a casa, alla fatidica domanda: "COM'E' ANDATA?" la risposta è più o meno del tipo: "MAH, UN FREDDO CANE... LA PROSSIMA VOLTA COL CAZZO CHE CI VADO!"
Homer J.